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Quali sono i principali Programmi in corso in questo campo nell'ambito dell'OSCAL e del sistema ONU? Sono in corso numerose iniziative da parte di agenzie delle Nazioni Unite volte a promuovere un'immagine positiva dell'Africa, che però non fanno parte di un programma specifico. È in riconoscimento dell'esigenza di coordinare un’azione di advocacy a favore dello sviluppo africano che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha assegnato a un ufficio di nuova creazione, che andrà ad assorbire l'OSCAL, il ruolo, fra gli altri, di coordinamento del sostegno mondiale. Il nuovo ufficio, che sarà guidato da un Sottosegretario Generale, prenderà in esame ogni singolo sforzo attualmente intrapreso e predisporrà un'aggressiva campagna di advocacy a livello globale mirata a promuovere un'immagine positiva dell'Africa.
La campagna sarà rivolta a target diversi, comprendenti il grande pubblico, il mondo accademico, la società civile, il settore privato e gli studenti di tutti i continenti. A livello di Segretariato delle Nazioni Unite, il Dipartimento per l'Informazione Pubblica ha istituito di recente una Sezione Africa che si occuperà di una campagna di sensibilizzazione pubblica. L’obiettivo prioritario dell'OSCAL sarà quello di pubblicizzare fra i vari gruppi le esperienze positive e le buone prassi del continente, delle quali si stanno elaborando i dettagli.
È ovvio che il successo dell'approccio attualmente adottato non è quello che vorremmo, da qui la necessità di una campagna coordinata ed estesa, in cui tutte le agenzie delle Nazioni Unite diano gli input necessari secondo i rispettivi mandati.
In generale, si ignora che il continente africano sia costituito da 53 paesi e l'Africa viene considerata come un tutto unico. Una delle implicazioni che ne conseguono è che vengono fatte generalizzazioni basate sugli elementi negativi e non su quelli positivi. Quindi, anche se soltanto 14 dei 53 paesi africani sono teatro di conflitti armati, l'immagine dell'Africa che viene diffusa è quella di un continente in guerra. Inoltre, benché tutto dimostri che i paesi africani stanno compiendo enormi passi avanti per assicurare una governance democratica e che molti di essi sostengono principi democratici, il continente viene ancora considerato non democratico. Vista dall'esterno, l'Africa è il continente in cui le malattie e la povertà imperversano, un continente che rimarrà un peso per la comunità internazionale. L'Africa, inoltre, viene dipinta come un continente che ha assorbito notevoli fondi internazionali per lo sviluppo senza nessun miglioramento sostanziale per la maggior parte della gente.
Poiché i problemi non vengono affrontati alla radice, l’immagine dell’Africa percepita dal pubblico attraverso i media è quella di un continente dilaniato da guerre senza fine, dove dilaga la povertà e prevalgono corruzione e dittatura – un continente derelitto che rimarrebbe un peso permanente per la comunità internazionale. L’assistenza internazionale è ancora decretata dai paesi donatori, senza debita considerazione per le esigenze individuate dai paesi africani stessi. Si prevede che, con l’adozione del nuovo Partenariato per lo Sviluppo dell’Africa (NEPAD) e dopo le manifestazioni di sostegno, si attribuisca un vero significato ai principi di proprietà e di collaborazione espressi dal NEPAD.
Le politiche dovrebbero basarsi non solo
sulle leadership e sui governi, ma anche sulla popolazione laboriosa
che passa la vita a lottare per sopravvivere nelle condizioni più
disagiate: le donne, la società civile, i lavoratori ingegnosi
del settore informale, il settore privato, gli agricoltori e gli accademici.
Far venire fuori in che modo questi attori stanno conseguendo risultati
positivi dimostrerebbe che l’africano è diverso da quello
che le immagini raffigurano.
Nel tentativo di catturare e pubblicizzare l’immagine positiva dell’Africa, le limitazioni principali sono legate ai costi. Le esperienze devono essere catturate e trasmesse ai vari tipi di pubblico. Le restrizioni sugli spostamenti e sui requisiti per i visti non sono prontamente disponibili per alcuni africani, che potrebbero avere bisogno di viaggiare per portare i loro messaggi
Con la diffusa espressione di sostegno al NEPAD, si è presentata la grossa opportunità di riconfezionare e pubblicizzare l’immagine dell’Africa. L’importanza di promuovere un’immagine positiva deve venire riconosciuta e affrontata nelle fasi iniziali, al fine di eliminare gli immensi ostacoli che hanno portato alla “stanchezza del donatore” e che impediscono al settore privato di investire sul continente. Il NEPAD, con il sostegno delle Nazioni Unite e di altri attori internazionali, vi dovrebbe annettere una grandissima importanza. Dedicare le risorse a questo impegno rappresenterebbe denaro ben speso. Traduzione: Rita Bandinelli |
Yvette Stevens, attualmente, è
coordinatrice speciale per l’Africa e per i paesi in via di sviluppo
presso il Dipartimento degli Affari economici e sociali delle Nazioni
Unite a New York. Laureata in ingegneria, ha studiato presso il Moscow
Power Engineering Institute e l’Imperial College of Science and
Technology dell’Università di Londra. Ha insegnato Ingegneria
all’Università della Sierra Leone prima di entrare alle Nazioni
Unite nel 1980. Yvette Stevens ha ricoperto varie posizioni alle Nazioni
Unite, tra cui quella di esperta in Village Technology all’ILO,
Evaluation Officer e capo della Technical Support Section of the United
Nations High Commission for Refugees (UNHCR) in Africa, in un primo momento
come Rappresentante delegato in Etiopia e come Rappresentante dell’UNHCR
per il Kenya e la Somalia. Nella sua attuale posizione, assiste, tra le
altre cose, il Segretario generale delle Nazioni Unite nella sua advocacy
per lo sviluppo dell’Africa. Yvette Stevens è originaria
della Sierra Leone. |