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L’Occidente e l’idea d’Africa

Esoticità

Il “cuore delle tenebre” e il ruolo dell’Occidente nell’interpretazione dell’Africa e dell’arte africana. Le implicazioni negative del concetto di Africa Subsahariana. La “colonizzazione” di nozioni come quelle di tempo, storia, modernità e postmodernità. L’invenzione dell’Altro come misura e legittimazione del proprio progresso.


di Olu Oguibe

 

Questo testo sarà pubblicato in un volume che uscirà nella
primavera del 2005. Per informazioni, scrivere a:
daniele.mezzana@cerfe.org


OLU OGUIBE

Olu Oguibe si è laureato presso l’Università della Nigeria e ha ricevuto il PH.d. in Storia dell’arte presso l’Università di Londra. Ha insegnato in numerose università in Europa e in America, tra cui la stessa Università di Londra e l’Università del Sud della Florida, dove ha ricoperto la cattedra di Arti dell’Africa e della Diaspora africana. Come artista, i suoi lavori sono stati presentati nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo. Ha curato, inoltre, mostre di grande importanza per istituzioni come la Tate Gallery of Modern Art di Londra, il Museo di Città del Messico e ultimamente la Biennale di Venezia. Oguibe ha vinto numerosi premi come poeta ed è autore di importanti libri; il più recente è The Culture Game (University of Minnesota Press, 2003).

Le immagini utilizzate in questo articolo si riferiscono alle opere di due importanti artisti africani contemporanei.

George Zogo è scultore, pittore e designer. Nato in Camerun, oggi vive e lavora a Firenze. I suoi dipinti su tela presentano un'astrazione lineare che riprende e rielabora i motivi dell'architettura tradizionale del suo paese d'origine. Le sue opere più recenti, qui presentate, sono una sorta di brevi appunti di un diario visivo, incrocio fra la sua memoria africana e la sua vita oggi in Italia.

Georges Lilanga è uno scultore e pittore tanzanese. Nato a Maasi in Tanzania, oggi vive e lavora a Dar El Salaam. Ha tenuto mostre in tutto il mondo. È considerato il genio assoluto della pittura Swahili. Fin dagli anni Sessanta ha sviluppato una sorta di "logo" costituito da figure che sono "cartoon" in continuo movimento, senza dubbio affini a quelle create dallo statunitense Keith Haring, di cui, in qualche modo, è il precursore.