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Rappresentazioni

Un’immagine cancerogena

Le cause dell’immagine negativa e riduttiva dell’Africa. Impatti politici ed economici. Stereotipi ricorrenti. Il peso dei mass media. La posizione delle ONG internazionali. Ipotesi di soluzione.


di Daniele Mezzana


Questo testo sarà pubblicato in un volume che uscirà nella
primavera del 2005. Per informazioni, scrivere a:
daniele.mezzana@cerfe.org

 



ANCORA SUGLI STEREOTIPI

Un riesame critico delle immagini dell’Africa diffuse in Europa è indispensabile per l’avvicinamento culturale ed economico tra i popoli dei due continenti. Su queste basi, il Centro Orientamento Studi Africani (COSA) ha organizzato un Convegno nell’aprile 2002 a Milano, di cui sono appena usciti gli atti, curati da Baye Ndiaye e Marco Padula (Le immagini dell’Africa in Europa, EMI, Milano 2002). Al convegno hanno partecipato diplomatici, rappresentanti di organismi internazionali, studiosi nel campo delle scienze umane, giornalisti, esponenti religiosi e operatori culturali di diversi paesi.

Gli argomenti trattati sono, tra gli altri, la presenza dell’Africa nei media italiani e statunitensi, i fraintendimenti e gli stereotipi diffusi sulla realtà culturale africana, il contributo di intellettuali come Leopold Senghor alle relazioni tra Africa ed Europa, il posto dell’Africa nell’era della comunicazione globale, la globalizzazione come valorizzazione delle differenze, lo sviluppo sostenibile e la cooperazione internazionale nella prospettiva dell’Unione Africana.

Numerosi sono i contributi presenti nel testo. Tra questi, si può citare l’intervento dell’ambasciatore del Senegal in Italia, Momar Gueye, che ha messo in luce, sia le responsabilità dei media occidentali nella diffusione di notizie “a senso unico” sui paesi africani, sia le responsabilità degli africani nella costruzione e nella diffusione di immagini negative del continente. Sempre a titolo di esempio, si può fare riferimento a quanto il glottologo e linguista Franco Crevatin, dell’Università di Trieste, ha sottolineato riguardo ad alcune modalità con cui si producono il fraintendimento e la svalutazione dell’identità africana: l’abuso del termine “dialetti” in riferimento alle lingue africane; la distinzione stigmatizzante tra le “etnie” (africane) e i “popoli” (europei); l’attribuzione al continente africano di una religiosità arretrata e magica (animista, in senso dispregiativo), come se in Europa non esistessero maghi, astrologhi, cartomanti con un seguito di massa; la qualificazione del pensiero africano come puerile e ingenuo, rispetto a quello ”scientifico” occidentale.

D. M.


L'UNIVERSITÀ DI UPPSALA SULL'IMMAGINE DEL CONTINENTE AFRICANO

“Cultural images in and of Africa” è un progetto del Nordic Africa Institute dell’Università di Uppsala (Svezia). Uno dei suoi obiettivi è quello di contribuire a un esame critico del cambiamento culturale in Africa e delle immagini negative e pregiudiziali del continente africano nei paesi del Nord Europa, soprattutto attraverso ricerche comparative e seminari internazionali.
I temi di interesse del progetto sono: la cultura e l’identità; le dinamiche culturali dell’Africa contemporanea; la formazione dell’immagine del continente africano. Su quest’ultimo tema, in particolare, sono state realizzate ricerche per approfondire aspetti come, ad esempio, il modo in cui le ONG del Nord del pianeta presentano la cultura africana o le immagini dell’Africa diffuse attraverso i libri di scuola.
Nell’ambito del progetto è stato avviato anche un forum elettronico, per favorire uno scambio continuativo di informazioni.
Il sito del progetto è: www.nai.uu.se/forsk/current/cult.html

Alessandra Olmi




Abram de Swaan (1942) è attualmente Research Professor presso l'Amsterdam University dove, dal 1973 al 2001, è stato anche titolare della cattera di Sociologia. È anche chairman della School for Social Research di Amsterdam di cui è stato coofondatore e preside (1987-1997).
Ha ricevuto il premio biennale della Holland Society for Sciences, il premio per la saggistica Busken Huet, della città di Amsterdam, e il premio annuale dei Netherlands Circle of Political Scientists. È membro di diversi comitati editoriali e organi consultivi (come ad esempio la Maison de Sciences de l'Homme, di Parigi). È stato Grotius Professor presso la New School for Social Research, visiting Professor alla Columbia University, alla Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales e alla Maison de Sciences de l'Homme di Parigi, Einaudi Professor alla Cornell University, European Union Professor alla Eötvös Loránd University di Budapest e nel 1997-1998 è stato titolare della European Chair al College de France di Parigi. Inoltre, è membro della Royal Netherlands Academy of Sciences dal 1996 e dell'Academia Europea de Yuste dal 2000.
de Swaan ha pubblicato numerosi articoli, su giornali scientifici, riviste culturali e quotidiani nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti, tra i quali in lingua inglese In care of the state. Health care, education and welfare in Europe and the USA in the Modern Era, Cambridge/New York, 1998 (tradotto in olandese, tedesco, spagnolo e francese) e The Management of Normality. Critical Essays in Health and Welfare, Routledge, London/New York, 1990. Il suo lavoro più recente è Words of the world. The global language system, Polity Press 2001 (traduzione in olandese: Prometeus 2002).
Negli ultimi anni, le attività di ricerca di de Swaan puntano allo studio delle società transnazionali, in relazione al loro rapporto con le politiche sociali, con le identificazioni sociali e con le forme di rivalità e di adattamento tra gruppi linguistici diversi





Daniel M. Mengara è attualmente Associate Professor al Dipartimento di francese, tedesco e russo alla Montclair State University – Department of Affiliation (dal 1996 a oggi)
È anche Executive Director del SORAC (Society of Research on African Cultures) e capo redattore del SORAC Journal of African Studies.
Nel 1995, ha ottenuto il Ph.D. in Studi anglofoni all'università di Nice-Sophia Antipolis, specializzandosi in Letteratura africana e Studi postcoloniali sulle civiltà.
Ha conseguito un M.A. nel 1996 in Studi francesi alla Illinois State University, specializzandosi in pedagogia della seconda lingua straniera; un M.A. nel 1991 in Studi anglofoni all'università di Nice-Sophia Antipolis, in Francia, specializzandosi in Letteratura africana e Studi postcoloniali sulle civiltà e un B.A. nel 1990 in Studi inglesi e anglofoni all’Omar Bongo University di Libreville, in Gabon.
Ha insegnato e realizzato ricerche nei seguenti campi: civiltà e letteratura africana in francese e/o in inglese; studi sulla diaspora (afroamericana e caraibica); studi postcoloniali; sociolinguistica africana e lingua francese; questioni di genere; temi sull’apprendimento e l’insegnamento della lingua (pedagogia); temi letterari e culturali; teoria e critica letteraria; letteratura comparata; l’Africa e l’Occidente.



Susan D. Moeller, Ph.D., è attualmente Senior Fellow del Programma internazionale di sicurezza alla Kennedy School of Government dell’Università di Harvard; fa parte del Philip Merrill College of Journalism dell’Università del Maryland.

È autrice di Compassion Fatigue: How the Media Sell Disease, Famine, War, and Death; e di Shooting War: Photography and the American Experience of Combat. Moeller ha anche scritto e trattato in maniera approfondita temi come il giornalismo di guerra, i diritti umani, i media e la politica, il fotogiornalismo.
L’esperienza professionale di Susan Moeller, inoltre, comprende il lavoro come consulente per la Public Radio International e Save the Children; la redazione di articoli e rubriche per il Christian Science Monitor, il Washington Post, il Seattle Times, il Boston Globe e il Philadelphia Inquirer; e le docenze sulla copertura dei media per le crisi umanitarie, sui temi relativi alla salute nel terzo mondo, sulle questioni sociali e sulla politica.




Charles Quist-Adade attualmente insegna Sociologia e Comunicazione di massa all’università di Windsor nell’Ontario, in Canada. Alla Wayne State University, insegna Teoria sociologica e Psicologia sociale.
Ha ottenuto un Diploma di giornalismo presso il Ghana Institute of Journalism, un M.A. in Comunicazione di massa presso l’Università statale di Leningrado in Russia e un Ph.D. in Sociologia presso l’università statale di Pietroburgo, in Russia.
Prima di far parte della Wayne State University, ha lavorato come giornalista e conduttore radiofonico per il Ghanaian Times e il Ghana Broadcasting Corporation, e come addetto stampa per l’Ambasciata ungherese ad Accra, nel Ghana, prima di recarsi in Russia, dove è stato corrispondente per il London (U.K.)-based syndicated Gemini News Service a Leningrado.
Oltre ad insegnare, Quist-Adade pubblica Sankofa News un periodico per le comunità. È inoltre corrispondente dell’Università di Windsor presso il Gemini News Service e occasionalmente collabora con diverse riviste a Londra. Inoltre, è produttore e presentatore del “Safari Pan-Afrikana Show” – una trasmissione di notizie, musica e commenti sui temi riguardanti l’Africa Continentale e la Diaspora africana sulla locale CJAM, sulla stazione radio dell’Università di Windsor e della Comunità.
È autore di molti articoli e saggi pubblicati su libri e giornali.